Centro Sportivo Marguareis
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Lo sci di fondo è uno sport invernale molto popolare nei paesi nordici, nelle regioni alpine e nel Canada.
Lo sci come mezzo di locomozione nacque dall'esigenza dei popoli nordici e asiatici di muoversi in un ambiente coperto dalla neve per molti mesi all'anno. è difficile, se non impossibile, dare una primogenitura allo sci. Per quelle popolazioni, anche d'inverno era questione di vitale importanza procurarsi il cibo con la caccia e la pesca. Ecco che per semplice caso o per intuizione geniale, un giorno qualcuno inizió a mettersi ai piedi cortecce, rami intrecciati in grado di sostenerlo sulla neve, consentendogli cosí di inseguire gli animali cui dava la caccia o raggiungere fiumi e laghi in cui pescare. Con l'andare del tempo queste rudimentali racchette da neve subirono una lenta ma costante evoluzione che le portó, soprattutto nelle regioni dove il terreno era ondulato, a scivolare in modo da rendere meno faticosa e piú veloce la marcia.
Sino agli inizi degli anni 80 era l'unica tecnica esistente.
Fanno parte della tecnica classica: il passo alternato, la spinta e il passo spinta.
Il passo classico, detto anche "passo alternato" è il movimento piú antico ed è la base fondamentale dello sci di fondo. La tecnica classica Viene effettuata su piste battute con binari paralleli nei quali lo sci vi scorre dentro ed i movimenti delle gambe sono coordinati con quelli delle braccia. Infatti questo passo prende il nome di "alternato" proprio perchè le braccia e le gambe si muovono in modo alternato come il movimento naturale della camminata: tecnica semplice ed istintiva dunque.
Viene eseguito tramite l'uso di appositi bastoncini con una spinta della gamba in appoggio, aiutata da una spinta del braccio opposto alla gamba stessa. Il bastoncino viene puntato all'altezza dell'attacco dello sci ed esegue con una spinta completa quasi un arco di 180 gradi. Quando la "scivolata" si è quasi spenta, viene appoggiato in modo alternato l'altro piede che, a sua volta, provvede al passo successivo. Il tutto richiede una grande coordinazione fra la spinta della gamba e quella delle braccia e molta tecnica che si acquista con costanza, impegno e tanta fatica negli allenamenti.
Durante l'esecuzione di questo passo il corpo deve essere ben eretto e leggermente inclinato in avanti, la testa è in posizione alta con lo sguardo rivolto sulla pista e non sulle punte degli sci. Per chi si avvicina per la prima volta a questo sport invernale un esercizio molto efficace per acquistare equilibrio ed un minimo di tecnica è eseguire questo passo su un tratto di pista pianeggiante ma senza l'uso di bastoncini, simulando la spinta con il solo aiuto delle braccia.
Varianti di questa tecnica sono "il passo triplo", che nasce dal passo alternato: si effettuano due spinte con ogni braccio, mentre la terza viene sostituita dalla sospensione del bastoncino portato in avanti; ed il "passo finlandese", dal proseguimento del passo base; si effettuano in modo alternato con ogni braccio una spinta e una oscillazione del bastoncino.
Questi passi venivano usati per coordinare i movimenti su tratti che presentavano delle difficoltà di appoggio dei bastoncini, soprattutto su percorsi impegnativi. La spinta è un passo che viene eseguito in tratti pianeggianti e di leggera discesa. Si esegue puntando i bastoncini all'altezza degli attacchi e in una posizione che non superi l'altezza e la larghezza delle spalle cercando di mantenere le braccia piú distese possibile.
Le caviglie e le ginocchia sono leggermente flesse in modo da migliorare l'equilibrio durante la spinta ed assorbire piccoli dossi, o cunette lungo i binari. La spinta deve essere eseguita contemporaneamente al movimento del busto che accompagna il movimento inclinandosi in avanti in modo da essere parallelo al terreno. Una volta terminata la spinta si riportano i bastoncini in avanti e si continua.
Variante di questo passo è "il Passo Spinta" identico come tecnica di base alla spinta, ma il movimento viene aiutato dall'alternarsi delle gambe che contemporaneamente, prima di tornare in posizione parallela con lo sci opposto e con il busto piegato, ricevono la spinta delle braccia. è un passo che puó essere usato, come la spinta in tratti pianeggianti di leggera discesa e salita. A seconda dei livelli atletici (e finanziari), si puó scegliere la tipologia di soletta dello sci da da tecnica classica. Esistono:
In particolari condizioni di neve, è possibile utilizzare uno sci con soletta da sciolina passando la soletta con carta vetrata, in modo da garantire l'aderenza.
Il "Passo Pattinato" detto anche "Skating", o Tecnica Libera, è una nuova tecnica che ha preso piede in modo definitivo nei campionati mondiali di Seefeld del 1985.
è una tecnica simile a quella del pattinaggio su ghiaccio, o a rotelle e in piú ha l'uso dei bastoncini che servono per dare una spinta ed aumentare la scivolata e la velocità.
I passi piú importanti sono: il pattinaggio con spinta (lungo in piano e corto in salita) ed il pattinaggio con doppia spinta. Gli sci sono piú corti e piú rigidi di quelli usati per il passo alternato ed i bastoncini leggermente piú lunghi. La scivolata avviene fuori dal binario, le punte sono divaricate e la presa sulla neve avviene di spigolo interno.
Le piste dove viene effettuata questa tecnica sono prive di binari.
La pista in discesa, come del resto qualsiasi altro terreno, fa parte integrante dell'orizzonte del fondista. Non è possibile definire un buon fondista chi ha carenze tecniche in discesa. Affrontare una discesa ha significati differenti in relazione al livello tecnico del fondista: l'agonista ricerca il massimo della velocità, il turista il controllo della propria andatura, l'escursionista la sicurezza. Per rispondere a tutte queste esigenze sono stati messi a punto esercizi applicabili alle differenti situazioni di pendio. Cosí come nella tecnica classica e nel pattinaggio, gli esercizi messi a punto per affrontare una discesa si sono evoluti nel corso degli anni di pari passo con il mutare delle condizioni di battitura delle piste e, successivamente, con quello dell'attrezzatura. In discesa l'esecuzione tecnica è, in primo luogo, un adattamento della propria andatura al terreno che si sta affrontando, intervengono poi l'abilità tecnica dello sciatore e la finalità che ci si prefigge. La battitura meccanica delle piste ha portato, a partire dagli anni 80, ad un atteggiamento tecnico nei confronti delle discesa piú dinamico. A questo ha contribuito anche il perfezionamento dei sistemi scarpa/attacco che hanno aumentato la sensibilità e la precisione di guida. La scorrevolezza uniforme degli sci, le scarpe con tomaia medio - alta anche nella tecnica classica, la maggior uniformità del terreno hanno reso meno problematica la ricerca e il mantenimento dell'equilibrio. Hanno inoltre portato ad un aumento della velocità media, di conseguenza anche i movimenti si sono velocizzati. Nelle curve in discesa, a parità di capacità tecniche, dove una volta si manteneva un atteggiamento passivo ora si agisce in modo piú attivo e funzionale al terreno per cercare di trovare un equilibrio ideale tra forza centrifuga e forza centripeta evitando decelerazioni inutili.
Per la pratica dello sport dello sci di fondo si usano sci privi di lamine e scarpette particolari, che si fissano agli sci solo in punta, consentendo al tallone di sollevarsi liberamente.
Per la tecnica classica, gli sci hanno una soletta specifica che impedisce di scivolare all'indietro durante il passo alternato: la parte centrale viene ricoperta da una sciolina particolare ("di tenuta") o ha delle piccole scaglie rilevate. Quando il peso del corpo poggia su questa zona, lo sci si blocca e non arretra.
Le scarpette sono avvolgenti, ma alte fino alla caviglia.
Per la tecnica pattinata, le scarpe hanno un gambaletto piú alto, la soletta degli sci è uniformemente liscia. La presa sulla neve viene garantita dalla disposizione obliqua e dalla presa di spigolo degli sci.
Le gare di sci di fondo in coppa del mondo si possono dividere in 6 tipologie: con partenza a cronometro, con partenza in linea, gran fondo, Gundersen o pursuit, duathlon o double pursuit, sprint, staffetta.
Rappresenta la gara storica dello sci di fondo. Mediante sorteggio pilotato (attraverso gruppi di merito) viene estratto l'ordine di partenza. Gli atleti partono a distanza regolare (tra i venti e i trenta secondi, in base alle condizioni atmosferiche) e vengono cronometrati i tempi. Nelle categorie Senior e successive queste gare sono disputate sia in tecnica classica che in tecnica libera. Le lunghezze possono essere di 10km, 15km, 30km, 50km per gli uomini e 5km, 10km, 15km, 30km per le donne. Oggi per motivi di spettacolo sono state introdotte gare a cronometro su distanze piú brevi. Per le categorie precedenti a quella Senior le lunghezze da coprire variano in riferimento all'età,al sesso ed ai nuovi regolamenti in continua evoluzione.
Gli atleti sono disposti in griglia di partenza secondo l'ordine di merito. Viene dato lo start mediante un colpo di pistola. Vince l'atleta che per primo attraversa il traguardo. Il confronto fisico tra gli atleti (assente nelle gare a cronometro) ha portato a un'introduzione della tattica nelle gare in linea, aggiungendo elementi di spettacolarità. Queste gare sono disputate sia in tecnica classica che in tecnica libera. Le lunghezze possono essere di 10km, 15km, 30km, 50km per gli uomini e 5km, 10km,15km, 30km per le donne. . Per le categorie precedenti a quella Senior le lunghezze da coprire variano in riferimento all'età,al sesso ed ai nuovi regolamenti in continua evoluzione.
Sono gare storiche, con partenza in linea e con chilometraggi superiori o uguali ai 30km. Sono gare sia a tecnica classica che a tecnica libera. La piú famosa al mondo è la Vasaloppet, disputata in Svezia, a tecnica classica, su un percorso di 90km. In Italia possiamo ricordare la Marcialonga (in val di Fiemme) e la Sgambeda (a Livigno). Sono gare aperte solo a persone che hanno compiuto diciotto anni.
La gara è composta da due prove, spesso disputate in giorni successivi. La prima prova è una gara individuale a cronometro, di solito in tecnica classica, che serve per stabilire l'ordine e i tempi di partenza della seconda prova, disputata solitamente in tecnica libera. Questa gara è stata abbandonata a favore del duathlon.
La gara consiste in due prove consecutive in tecniche diverse e senza interruzioni. La prima prova normalmente è a tecnica classica. Nel momento del cambio gli atleti sostituiscono sempre gli sci e spesso anche i bastoncini.
La gara sprint si disputa su una pista relativamente corta (1-1,5 km). Si effettua una qualificazione con partenza a cronometro. I primi 30 classificati sono immessi in un tabellone di tipo tennistico (5 batterie da 6 sciatori). Passano il turno i primi 2 di ogni batteria (10 sciatori) e vengono ripescati i due migliori tempi (Lucky Loser). Sono poi disputate 2 semifinali e passano alla finale A i primi due di ogni semifinale e i due migliori tempi. Gli sconfitti disputano la finale B per assegnare i posti dal 7 al 12. Queste gare sono disputate sia in tecnica classica che in tecnica libera e spesso vengono organizzate in percorsi cittadini (con neve riportata). Sono particolarmente spettacolari per la brevità delle gare, l'incalzante ritmo e la presenza del confronto diretto e immediato tra i concorrenti. Di solito le gare vengono disputate intercalando le gare di maschi e femmine per annullare i tempi morti.
La staffetta prevede due modalità:
Dalla stagione 2006/2007 si è sviluppata una nuova formule competitiva chiamata "Tour de ski". Questa consiste in un insieme di gare molto ravvicinate (con poco riposo) riprendendo e adattando la struttura di una corsa a tappe ciclistica. Per la classifica finale sono sommati i tempi di tutte le gare non sprint, mentre le gare sprint assegnano abbuoni per i piazzamenti. Sono anche assegnati abbuoni per alcuni traguardi volanti. La formula varia di anno in anno. Particolarmente spettacolare è stata nelle stagioni 2006/2007 e 2007/2008 la tappa finale, caratterizzata dalla cosiddetta "Final climb" (salita finale) con la risalita della pista di sci alpino dell'alpe del Cermis.

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